Una confessione sorprendente di Al Bano Carrisi riporta alla luce un episodio poco noto dei suoi viaggi in Iran.
Il mondo dello spettacolo è spesso fatto di palcoscenici, applausi e tournée internazionali. Ma a volte, dietro il successo e le luci dei riflettori, si nascondono episodi inattesi che sembrano usciti da un film. È proprio quello che emerge da un racconto sorprendente di Al Bano Carrisi, che ha rievocato un episodio vissuto molti anni fa durante un viaggio in Medio Oriente.

Il celebre cantante pugliese, simbolo della musica italiana nel mondo, ha raccontato un’esperienza particolare legata ai suoi concerti in Iran. Un ricordo rimasto per molto tempo sullo sfondo della sua lunga carriera e che oggi riemerge con dettagli che colpiscono per intensità e curiosità.
Il racconto riguarda uno dei momenti più insoliti vissuti dal cantante all’estero, quando un viaggio di lavoro si trasformò improvvisamente in una situazione inattesa. Un episodio che, con il passare degli anni, assume quasi i contorni di una storia incredibile, ma che fa parte della memoria personale dell’artista.
La rivelazione di Al Bano: “Fui sequestrato in Iran e chiuso un mese in hotel”
Secondo quanto raccontato da Al Bano, il cantante si recò più volte in Iran per esibirsi davanti al pubblico locale. La prima visita risale al 1969, quando arrivò a Teheran insieme a Romina Power e fu accolto da una folla entusiasta. All’aeroporto, ha ricordato, c’erano addirittura 50mila persone pronte a salutarlo e a cantare le sue canzoni. Un’accoglienza calorosissima che rese quell’esperienza memorabile.

Successivamente il cantante tornò nel Paese per un secondo viaggio, sempre legato alla sua attività musicale. Ma è durante il terzo soggiorno, nel 1973, che accadde qualcosa di completamente diverso.
In quell’occasione, ha raccontato l’artista, il clima appariva cambiato rispetto agli anni precedenti. Secondo il suo ricordo, in quel periodo stava emergendo con forza il potere dei pasdaran, e la situazione politica nel Paese iniziava a trasformarsi.
Proprio in quel contesto, Al Bano sostiene di essere stato di fatto “sequestrato” e costretto a rimanere in hotel per circa un mese. Una permanenza forzata che il cantante ricorda ancora oggi come un episodio insolito della sua vita.
Non si trattò di un sequestro nel senso classico del termine, ma di una condizione che lo costrinse a restare all’interno della struttura alberghiera senza poter uscire liberamente. Un periodo che segnò profondamente quell’esperienza di viaggio, trasformando una tournée musicale in qualcosa di molto diverso da quanto previsto.
Il contrasto tra l’entusiasmo dei primi viaggi e la situazione dell’ultima visita rimane uno degli elementi più sorprendenti del racconto. Se nel 1969 il cantante era stato accolto come una vera star, pochi anni dopo si trovò invece a vivere un momento di grande incertezza.
Nonostante tutto, Al Bano ricorda anche l’affetto del pubblico iraniano. Durante i suoi soggiorni, ha raccontato, molte persone continuavano a cantare le sue canzoni e a dimostrargli un grande entusiasmo, segno della popolarità che aveva raggiunto anche lontano dall’Italia.
La rivelazione aggiunge così un nuovo tassello alla lunga carriera dell’artista di Cellino San Marco, una carriera fatta di successi internazionali, concerti in ogni parte del mondo e incontri con culture diverse. Tra palcoscenici, tournée e ricordi di viaggio, alcune storie emergono solo molti anni dopo, quasi come pagine rimaste chiuse troppo a lungo.





